I benefici delll'attività fisica - Roy Team (Campione del Mondo)

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Team titolato palermitano di Kick Boxing, Krav Maga, Antiaggressione Femminile, Preparazione Atletica, guidato dal noto Maestro Rosario Carraffa.
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I benefici delll'attività fisica

Il sistema muscolare scheletrico:

Ogni sportivo deve sapere che i muscoli scheletrici sono organi formati da numerose fibre striate riunite in fasci e tenuti assieme dal tessuto connettivo; questo forma anche i tendini (a forma di cordone) e le aponeurosi (a forma di lamina) che si inseriscono nell'osso. Il muscolo, le cui estremità sono ancorate su due ossa diverse, contraendosi, mette in attività l'articolazione tra le due ossa. La muscolatura degli arti, in particolare, comprende gruppi di muscoli che lavorano in coppia, in modo antagonista: quando uno si contrae, l'altro si rilassa e viceversa.

I muscoli devono lavorare, altrimenti la loro funzionalità si riduce. Il tono muscolare, ossia quella parziale contrazione del muscolo sano a riposo è indispensabile per mantenere in posizione corretta non solo le ossa (es. le vertebre in modo che la colonna vertebrale rimanga allineata), ma anche gli organi dell'addome.

Il tono muscolare viene mantenuto con l'esercizio fisico costante, la vita all'aria aperta ed una sana ed equilibrata alimentazione.
L'attività fisica corretta che nella kick boxing viene fatta prima della tecnica vera e propria che è la preparazione atletica ha anche una funzione di disintossicazione sull'organismo ed inoltre "lubrifica" le articolazioni.

I muscoli scheletrici si distinguono in:
muscoli rossi, a contrazione lenta, possono lavorare per lunghi periodi di tempo senza fatica, sono molto irrorati, ricchi di mitocondri e di mioglobina, una proteina capace di catturare in modo molto efficiente l'ossigeno proveniente dai capillari; per il contenuto di questa proteina il colorito in condizioni normali dei muscoli è rosso e muscoli bianchi, a contrazione rapida, generano più forza del muscolo rosso ma si affaticano facilmente.

Sistema sceletrico per un kick boxer
La preparazione atletica per un kick boxer aiuta a migliorare il proprio tessuto osseo attraverso diversi esercizi mirati.

Un atleta di kick boxing o di krav maga dovrà lavorare molto e costantemente per raggiungere elevati livelli con un conseguente miglioramento del sistema scheletrico muscolare.
Il tessuto osseo, una volta formato, non si comporta come un' impalcatura inerte, ma subisce continui rimaneggiamenti nella sua struttura in risposta alle varie sollecitazioni ambientali ed a quelle del corpo stesso come per esempio un aumento del peso o l'assunzioni di posizioni errate. Per questo un buon esercizio fisico, cosa che avviene in questo sport da combattimento, può aiutare a migliorare il proprio fisico dal punto di vista scheletrico.
Lo scheletro del nostro corpo è l'insieme delle ossa che formano l'impalcatura del corpo dell'uomo esso è montato in modo da permettere la stazione eretta e ne protegge gli organi più delicati: il cervello, il cuore ed i polmoni. E' formato da 203-204 ossa, poichè il numero delle vertebre può variare da 32 a 33; le ossa vengono distinte in brevi, come per esempio il calcagno; ossa lunghe, come l'omero e la tibia e ossa piatte, come la scapola, in contatto tra loro mediante articolazioni fisse, come quella tra le ossa del cranio , semimobili, per esempio tra le vertebre e mobili, come quelle della spalla e dell'anca. Le ossa sono costituite in modo da corrispondere perfettamente ai principi della meccanica che permettono una notevole solidità unita ad una grande leggerezza; connesse fra loro nelle articolazioni, consentono i movimenti più diversi e complessi. Le superfici delle ossa impegnate nell'articolazione sono spesso rivestite di tessuto cartilagineo e sono lubrificate dal liquido sinoviale. I legamenti sono delle fasce di tessuto connettivo che consentono di tenere vicine le ossa nelle articolazioni semimobili e mobili, assicurando una reciproca posizione corretta.
Lo scheletro assile comprende la colonna vertebrale che è formata da 32 o 33 vertebre che protegge il midollo spinale ed il cranio che racchiude l'encefalo. Dalle vertebre toraciche partono 12 paia di ossa lunghe chiamate costole che si collegano anteriormente allo sterno e formano insieme la cassa toracica nella quale sono alloggiati i polmoni ed il cuore.
Allo scheletro assile è collegato quello appendicolare, costituito da due cinture di ossa, i cinti, dai quali partono le ossa degli arti, seguite da quelle delle mani e dei piedi. Il cinto superiore o scapolare è formato da due paia di ossa che sono: le clavicole, ossa lunghe anteriori che poggiano con una estremità sullo sterno e le scapole , ossa piatte posteriori esterne alla cassa toracica. Gli arti superiori sono costituiti dall'omero, osso del braccio, cui si raccordano, nell'articolazionde del gomito, il radio e l'ulna, ossa dell'avambraccio. Le ossa della mano sono piccole e numerose, divise in due gruppi, il carpo ed il metacarpo; quelle delle dita sono chiamate in successione: falangi, falangine e falangette.
Il cinto inferiore o pelvico è formato da tre paia di ossa collegate tra loro da articolazioni fisse che sono: le ossa pubiche, sono anteriori in contatto tra loro nella sinfisi pubica; gli ilei che sono le ossa piatte laterali e gli ischi, sono posteriori legati alla parte terminale della colonna vertebrale, chiamata sacro. Il cinto inferiore forma il bacino nel quale vengono accolti e protetti gli organi dell'addome. Al cinto inferiore si collega l'osso della coscia che è il femore ed a questo le ossa della gamba, tibia e perone articolate nel ginocchio, l'apertura di questa articolazione è bloccata anteriormente dalla rotula. La tibia poggia sulle ossa del tarso, cui seguono quelle del metatarso che insieme formano le ossa del piede. Le tre serie di ossicini chiamati come quelli della mano (falangi, falangine e falangette) sostengono le dita del piede.
Lavorare per ottenere una buona struttura scheletrica e muscolare è la prerogativa di un'atleta di kick boxing per poter raggiungere importanti traguardi.
Fratture ossee:

Un atleta agonista e non di qualsiasi disciplina sportiva, può incorrere, durante la sua carriera, in una frattura ossea, vediamo di che cosa si tratta.

Ci sono due tipi di frattura: chiusa ed esposta. Nel primo caso, che è quello più comunemente osservabile, l'osso fratturato non sporge dalla pelle.

Nel secondo caso; frattura esposta, esiste una ferita aperta che si estende fino all'osso, o parti dell'osso fratturato possono fuoriuscire dalla lesione. Una frattura esposta è di solito più grave a causa della più intensa emorragia e dalla maggiore probabilità di infezione.

Sospettare sempre una frattura, se compare uno dei seguenti sintomi:

1. La vittima, al momento del trauma o dell'incidente, ha percepito un rumore di osso rotto.

2. La parte interessata è gonfia e dolente, soprattutto se la si tocca o quando la si muove.

3. L'infortunato è appena in grado di muovere la parte lesionata (in certi casi, la vittima riesce a muovere la parte offesa anche se c'è una frattura).

4. La parte fratturata si muove in modo abnorme o innaturale (non fate mai la prova se non siete esperti di Primo Soccorso, perchè potreste provocare gravi lesioni a vasi e nervi).

5. La vittima ha la spiacevole sensazione che le estremità ossee sfreghino l'una contro l'altra.

6. La zona della frattura è tumefatta o deformata.

7. La forma o la lunghezza di un osso sono differenti da quelle dello stesso osso dell'altra parte del corpo.

8. La zona della frattura presenta una colorazione bluastra.
L'attività motoria provoca effetti benefici sulla funzionalità dell'apparato respiratorio e cardiocircolatorio
Una buona attività fisica migliora la qualità della vita
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di Rosario Carraffa

L'apparato respiratorio è costituito dall'insieme delle strutture attraverso le quali l'aria entra dalla bocca e dal naso per arrivare ai polmoni e da questi ritorna all'ambiente esterno. Comprende le vie aerifere, il naso, la faringe, la laringe, la trachea, i bronchi, i polmoni e la pleure.
La funzionalità svolta dall'apparato respiratorio è la respirazione. La finalità di questo processo è rifornire il sangue di ossigeno e liberarlo dall'anidride carbonica. Le azioni che rendono possibile l'immissione e l'emissione di aria nei polmoni sono chiamate inspirazione ed espirazione. Durante la prima fase l'aria contenente ossigeno entra nel naso e da qui passa alle altre vie respiratorie per arrivare ai polmoni. Se il naso è ostruito o durante uno sforzo fisico l'aria entra dalla bocca.
Dopo l'ispirazione, nei polmoni si verifica uno scambio gassoso nel corso del quale l'aria cede ossigeno al sangue ed il sangue cede anidride carbonica all'aria. Alla fine dello scambio, l'aria contenente anidride carbonica viene espula dai polmoni e ripercorre a ritroso le vie respiratorie per essere restituita all'ambiente esterno.
L'apparato cardiocircolatorio è un sistema chiuso che grazie al muscolo cardiaco posto all'interno della gabbia toracica, consente la circolazione sanguigna all'interno dell'organismo. Comprende il sangue, il cuore, le arterie, le vene ed i capillari ed ha un forte legame con l'apparato respiratorio.
Quando si affronta uno sforzo fisico, l'organismo risponde con delle reazioni: aumenta il bisogno di ossigeno, cresce la frequenza cardiaca e quella respiratoria, aumenta la ventilazione polmonare che la quantità di sangue che il cuore immette in circolazione ad ogni sua contrazione.
Tutte queste reazioni danno origini a delle reazioni ben specifiche, come il fiatone dopo aver salito degli scalini o dopo aver corso. Quando l'organismo è abituato a compiere uno sforzo con il passare del tempo diminuisce l'intervallo necessario al recupero funzionale, ma soprattutto cala l'alta frequenza cardiaca che quella respiratoria, necessitando di una condizione di riposo, conseguente allo sforzo sempre minore in termini di tempo. Un soggetto allenato avrà bisogno per recuperare, dopo ad esempio di una serie di esercizi di soli venti secondi per ripristinare la frequenza cardiaca ed il ritmo respiratorio, mentre un soggetto non abituato all'attività motoria necessiterà per la stessa serie di esercizi di uno o due minuti per riposarsi.
Proprio questo esempio individua i principali segnali che distinguono le persone allenate che si applicano con costanza all'esercizio fisico, trasformadolo in uno stile di vita dalle persone non allenate e sedentarie che con la scusa dei troppi impegni dimenticano l'importante dell'attività motoria che non deve essere considerata un lusso, ma una necessità primaria e quindi un impegno come il lavorare o lo studiare per il bene del proprio corpo.
Una buona mobilità della colonna vertebrale e della gabbia toracica permettono di poter migliorare la funzionalità dell'apparato respiratorio con conseguente aumento del grado di efficenza durante l'attività fisica, grazie ad un notevole aumento della capacità di lavorare in apnea, sospendendo volontariemente la respirazione.
Come per l'apparato respiratorio, anche per l'apparato cardiocircolatorio, una buona attività motoria crea dei miglioramenti, infatti nelle persone allenate la frequenza cardiaca diventa più bassa anche a riposo, in quanto il cuore fa fronte alle maggiori richieste con minore sforzo.
Il lavoro cardiaco viene anche favorito dalla muscolatura che contraendosi semplifica il ritorno del sangue venoso al cuore.
Solo per i posivi effetti che l'attività motoria ha sull'apparato respiratorio e cardiocircolatorio si dovrebbe essere invogliati ad iniziare subito un'attivita sportiva dove una buona preparazione atletica è alla base di tutto per migliorare in poco tempo la qualità di vita.
E' importante conoscere le capacità motorie
Con l'attività fisica si possono migliorare
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di Rosario Carraffa

E' importante conoscere le capacità motorie, che si divisono in: capacità condizionali, capacità coordinative e mobilità articolare o flessibilità.
Le capacità condizionali sono determinate da processi energetici, plastici e metabolici e sono: la forza, la velocità e la resistenza. Le capacità coordinative sono determinate dai processi di organizzazione, controllo e regolarizzazione del movimento. La mobilità articolare, chiamata anche flessibilità è, invece, la capacità che permette al corpo di eseguire movimenti di grande ampiezza con armonia e scioltezza. Essa è determinata non solo da fattori condizionali e coordinativi, ma anche dalla struttura anatomica, articolare e muscolare.

Con l'esercizio fisico, l'organismo riesce a migliorare la funzionalità dei propri organi ed apparati, con conseguente beneficio all'attività generale di tutto il corpo.
Alcuni studi hanno messo in luce gli effetti negativi della ridotta attività fisica, sia nell'immediato (scarsa capacità di eseguire un esercizio fisico sostenuto), che nel lungo periodo, ad esempio le alterazioni funzionali dell'apparato locomotore, cardiocircolatorio, respiratorio e metabolico.

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L'attività fisica costante non deve essere considerata un lusso, ma una necessità primaria per il nostro organismo, così come mangiare, bere e dormire. R.C.
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